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Le conseguenze della pandemia sul caffè

Il caffè nel canale horeca e gdo

Per l’Italia il caffè rappresenta una delle filiere più strategiche del patrimonio agroalimentare nazionale.

Ma come si è evoluta la domanda e l’offerta nel 2020? Quali conseguenze ha causato l’incidenza della pandemia da Covid – 19 sul mercato del caffè? Che flessioni ci sono per i canali horeca e gdo?

Nell’ultimo decennio la produzione mondiale di caffè verde in grani è andata aumentando sempre più: le ricadute della pandemia hanno rallentato ma non invertito questo trend.

Nel 2021 è previsto un aumento della produzione mondiale di caffè fino a 175 milioni di sacchi, che dovrebbe quindi tornare agli stessi livelli del 2018.

Salgono i prezzi di Arabica e Robusta

Le specie di caffè verde in grani più rilevanti sul mercato internazionale, come ovvio, sono Arabica e Robusta. A queste si affiancano anche i mild coffee della Colombia, prevalentemente derivati da Arabica, e ottenuti con il metodo di lavorazione washed.

A fine 2019 l’andamento mensile delle quotazioni ha registrato un deciso rialzo, subendo una forte inversione durante il 2020, a causa delle limitazioni commerciali, horeca, gdo e alle attività economiche introdotte dai singoli stati nel mondo.

Con il 2021 i prezzi sono però tornati ad aumentare in modo rilevante registrando un aumento del 12% dei prezzi di Robusta e di oltre il 20% di Arabica. Alla base di questo rialzo troviamo il timore per un andamento climatico anomalo e l’aumento dei costi di spedizione dei container.

Aumenta l’import di caffè verde dall’Europa

Nel 2020 la domanda di caffè verde in grani è drasticamente rallentata per la chiusura delle attività commerciali a causa dei vari lockdown. A fine 2020 presso i porti europei sono state stoccate poco meno di un milione di tonnellate di caffè.

Ora, le importazioni dell’UE sono previste in aumento rispetto all’anno precedente di 1,9 milioni di sacchi per un totale di 49 milioni di sacchi, pari al 42,9 % delle importazioni mondiali.

Macchine per caffè: sale l’export

La costrizione delle famiglie tra le mura domestiche dovuta ai ripetuti lockdown, ha determinato un ritorno forzato alla cucina e all’uso di apparecchiature domestiche per la preparazione di questa bevanda. Nel 2020, l’export di macchine domestiche per il caffè è salito di 674 milioni di euro.

Come per molti altri generi alimentari, anche per il caffè la pandemia ha causato un drastico calo dei consumi fuori casa, solamente in parte bilanciato dall’aumento di quelli domestici e dalla crescita degli acquisti online. Dai dati analizzati, si ritiene che la pandemia abbia generato un calo di vendite del 48,3% determinato dalla flessione del 56,1% del canale Horeca e gdo. Nel dettaglio, la contrazione più significativa ha riguardato il consumo di caffè in ufficio (-61,8%), come ovvia conseguenza delle politiche di smart working.

Il ritorno alla crescita è previsto solamente nella seconda parte del 2021, ma per raggiungere nuovamente i livelli di vendite precedenti alla pandemia, si dovrà attendere la seconda metà del 2022.

Fonte: Food Report Caffè 2021

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